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Anche nel PPT l’istanza di rinvio dell’udienza per adesione del difensore all'astensione generale dalle udienze è effettuabile a mezzo PEC

Il caso. L’avvocato difensore di un uomo condannato per aver circolato in stato di ebbrezza, ricorreva in Cassazione deducendo l’inosservanza delle norme processuali, in quanto la causa di appello era stata decisa all'udienza dibattimentale nel giorno per il quale il legale aveva comunicato tramite PEC la propria adesione all'astensione generale dalle udienze dichiarata dalle Camere Penali.

 

Ricorso accolto. La Corte, considerando il ricorso meritevole di accoglimento, ha rilevato che il difensore ha comunicato a mezzo PEC la propria adesione all’astensione  dalle udienze e che, come attestato dalla cancelleria della Corte di Appello, tale comunicazione solo per errore non è stata acquisita agli atti del fascicolo.
In proposito la Corte precisa che sebbene nel processo penale le parti private non possono effettuare comunicazioni, notificazioni ed istanze mediante l'utilizzo della PEC, nel caso in esame non può trovare applicazione tale regola, trattandosi della comunicazione di un'istanza di rinvio per adesione del difensore all'astensione di categoria, che costituisce l'esercizio di un diritto costituzionalmente garantito (art. 40 Cost.) e dunque prescinde dalla disciplina del processo.
L’art. 3 del codice di autoregolamentazione (che si pone come lex specialis) prevede che l’atto contenente la dichiarazione di astensione deve essere trasmesso o depositato nella cancelleria del giudice o nella segreteria del pubblico ministero. Da ciò si evince che, oltre al tradizionale deposito, è prevista anche la trasmissione nella cancelleria o segreteria con qualsiasi mezzo tecnico idoneo ad assicurare la provenienza della comunicazione dal difensore e l'arrivo della stessa nella cancelleria o nella segreteria, come il fax o anche la PEC.

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