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Avvocato extra districtum e notificazioni prima dell’introduzione del c.d. domicilio digitale

Ricorso tardivo. Il Tribunale di Rimini dichiarava inammissibile per tardività l’appello proposto dalla Provincia di Pesaro Urbino contro la sentenza del GdP che l’aveva condannata al risarcimento del danno in favore di una automobilista vittima di un incidente a causa della presenza di fauna selvatica sulla strada provinciale. Avverso la decisione viene proposto ricorso in Cassazione.

 

Notificazione all’avvocato extra districtum. Decidendo sulla questione, la Suprema Corte sottolinea che nel caso concreto è applicabile l’art. 125 c.p.c. nella versione antecedente le modifiche di cui all’art. 45-bis del d.l. n. 90/2014, conv. con modificazioni nella legge n. 114/2014. Il difensore della Provincia aveva eletto domicilio in Pesaro ed aveva specificato, nella comparsa di risposta in primo grado, di voler ricevere tutte le comunicazioni e tutti gli avvisi di cui agli artt. 133, comma 3, 134, comma 3 e 176, comma 2, c.p.c. al numero di fax o all’indirizzo PEC che aveva indicato. Non avendo egli fatto una diversa indicazione ed essendo un professionista che esercitava al di fuori del distretto di appartenenza (poiché il GdP di Rimini ricava nell’ambito della Corte d’Appello di Bologna e l’avvocato era iscritto all’Ordine di Pesaro), le notificazioni dovevano continuare ad essere effettuate presso la cancelleria del giudice adito (ossia ex art. 82, comma 2, r.d. n. 37/1934).
Infatti, chiarisce la Cassazione, l’indicazione della PEC non integra, sulla base del testo vigente prima delle modifiche di cui al d.l. n. 90/2014, conv. con mod. in l. n. 114/2014 (ossia prima dell’introduzione del c.d. domicilio digitale) una modifica integrale al regime di cui al suindicato art. 82, comma 2, ove tale indicazione non sia generale ma sia limitata alle sole comunicazioni di cancelleria.
Dunque, nel caso in esame, l’espressa limitazione dell’indicazione della PEC agli avvisi e alle comunicazioni di cancelleria faceva permanere ai fini della notificazione della sentenza la domiciliazione ex lege presso la cancelleria del giudice adito.
Alla luce di ciò la Cassazione rigetta il ricorso.

 

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