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CAD: il parere del Consiglio di Stato sul decreto di modifica

È del 10 ottobre il parere del Consiglio di Stato n. 2122 relativo al decreto correttivo del codice dell’amministrazione digitale, attualmente all’esame del Parlamento. Un parere complessivamente positivo che lascia, però, spazio ad alcune osservazioni sul testo.
L’iniziativa normativa ha, secondo i magistrati, «il condivisibile obiettivo di proseguire l’opera di modernizzazione e di razionalizzazione della pubblica amministrazione, attraverso la sua completa digitalizzazione per dotare cittadini, imprese e amministrazioni di strumenti e servizi idonei a rendere effettivi i diritti di cittadinanza digitale».

 

Domicilio digitale. Funzionale a tale obiettivo è il domicilio digitale «quale nuovo paradigma per le comunicazioni tra pubblica amministrazione e cittadini ed imprese». Il decreto provvede a trasformare l’indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata (INI-PEC) in indice dei domicili digitali e stabilisce che il loro inserimento nell’Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR) avverrà soltanto al “completamento” della stessa ANPR. Viene inoltre previsto un rafforzato valore giuridico, anche in termini probatori, delle comunicazioni effettuate a mezzo del domicilio digitale, rispetto a quanto al momento previsto per la PEC.

«La Commissione, conclusivamente, auspica che la presenza di un regime transitorio che tuteli i soggetti non in possesso di un adeguato livello di alfabetizzazione informatica - sebbene condivisibile, come già rilevato - non costituisca un fattore di rallentamento del percorso verso l’obiettivo della piena informatizzazione dei rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione, che costituisce uno dei pilastri portanti cui tende la presente disciplina».

 

*tratto da www.dirittoegiustizia.it

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