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Deve considerarsi valida l’istanza di fallimento notificata all’indirizzo risultante dal registro delle imprese?

08 Marzo 2019 |

Cass. civ.,

Pubblici elenchi (PCT)

Notifica all’indirizzo risultante dal registro delle imprese. La Corte d’Appello di Bologna respingeva il reclamo avverso la dichiarazione di fallimento di una s.r.l. proposta dai parenti del defunto socio unico e liquidatore della società. La stessa Corte riteneva valida la notifica dell’istanza di fallimento eseguita all’indirizzo PEC della società risultante al registro delle imprese.
I parenti del de cuius ricorrevano in Cassazione denunciando la nullità della notifica dell’istanza di fallimento eseguita in data 16 ottobre 2013 al sopradetto indirizzo, poiché l’art. 16-ter del d.l. 18 ottobre 2012, n. 179 ha inserito solo a partire dal 15 dicembre 2013 tale registro tra i Pubblici elenchi da cui attingere per effettuare notificazioni e comunicazioni a mezzo PEC.

I pubblici elenchi. La Corte, nel ritendere infondato il motivo, rileva che «l’art. 3-bis della l. n. 53/1994, inserito dall’art. 16-quater d.l. n. 179/2012 a decorrere dal 1° gennaio 2013, consente agli avvocati di eseguire le notificazioni a mezzo PEC all’indirizzo risultante dai Pubblici elenchi».
L’art. 16-ter dello stesso d.l. n. 179/2012, inserito nella legge n. 228/2012, dispone che dal 15 dicembre 2013, (..) si intendono per pubblici elenchi quelli previsti dagli artt. 4 e 16, comma 12, dello stesso decreto, dall’art. 16 d.l. n. 185/2008, dall’art. 6-bis d.lgs. n. 82/2005, nonché il registro generale degli indirizzi elettronici, gestito dal Ministero della Giustizia.
Il medesimo art. 16 prevede l’obbligo delle società di comunicare il proprio indirizzo PEC al registro delle imprese.
Questo, specificano i Giudici, significa che prima della puntualizzazione operata dal legislatore con l’art. 16-ter del d.l. 18 ottobre 2012, n. 179, la nozione di pubblico elenco era indicata nella legge n. 53/1994 in termini più generici, essendo necessario che l’interprete ne delineasse i contorni.
Alla luce di quanto sopra, emerge che il registro delle imprese è a tutti gli effetti un pubblico elenco e anche in epoca anteriore al 15 dicembre 2013, dunque, le notifiche ex art. 3-bis della l. n. 53/1994 potevano essere eseguite all’indirizzo PEC risultante da questo.
Per tali motivi la Corte rigetta il ricorso.

 

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