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I documenti telematici prodotti in fase monitoria sono acquisiti in automatico nel processo di opposizione

01 Febbraio 2018 |

Trib. Bologna, 7 dicembre 2017, n. 2709.pdf

Fascicolo cartaceo e digitale (PCT)

In un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, il difensore della società opposta, all’udienza di precisazione delle conclusioni, ha prodotto in formato cartaceo alcuni documenti che erano già stati prodotti in forma telematica nella fase monitoria. L’opponente, nella comparsa conclusionale, eccepisce la tardività e la nullità, se non l’inesistenza, della produzione così effettuata.

 

Per il Tribunale di Bologna l’eccezione non è fondata. È necessario ricordare che il principio di acquisizione e di non dispersione della prova comporta che «le prove acquisite al processo lo siano in via definitiva» e che ciò valga anche per i documenti che, una volta prodotti e acquisiti ritualmente al processo, devono essere conservati alla cognizione del Giudice (Cass. civ., S.U., n. 14475/2015).

Nel caso di specie, i documenti erano già stati ritualmente prodotti in fase monitoria a corredo del ricorso per decreto ingiuntivo depositato in forma telematica e, di conseguenza, dovevano considerarsi acquisiti al processo: in sostanza, la produzione fatta in udienza di precisazione delle conclusioni dal difensore dell’opposta riguarda quella che nella prassi viene chiamata copia di cortesia.

Non vi è stata quindi alcuna lesione del diritto di difesa dell’opponente né alcuna tardiva produzione ad opera dell’opposta dal momento che i documenti così prodotti erano pienamente conoscibili dall’opponente stessa tramite l’accesso al fascicolo telematico, circostanza confermata dall’atto di citazione in opposizione che ne fa espressa menzione.

Pertanto, poiché ragioni di economia processuale e buon andamento della giustizia rendono superflua una rimessione in istruttoria al solo fine di consentire all’opposta di regolarizzare la produzione cartacea mediante il deposito telematico nel fascicolo elettronico di parte, il Tribunale ritiene che i documenti in questione debbano essere oggetto di cognizione da parte del Giudice dell’opposizione il quale può e deve accedervi in via telematica senza colmare con ciò alcuna lacuna difensiva della parte opposta.

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