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La Corte torna a pronunciarsi sul ricorso notificato dopo le ore 21

Il fatto. In un contenzioso familiare per lo scioglimento della comunione esistente su alcuni immobili, i controricorrenti hanno sollevato innanzi alla Cassazione eccezione di inammissibilità del ricorso effettuato a mezzo PEC dalla controparte, poiché proposto tardivamente, essendo la notifica eseguita dopo le ore 21.

 

Sul perfezionamento della notifica eseguita dopo le ore 21. La Corte ribadisce che la notifica del ricorso effettuata via PEC, ai sensi dell’art. 16-quater d.l. n. 179/2012, si perfeziona per il notificante nel momento in cui viene generata la ricevuta di accettazione (D.P.R. n. 68/2005, art. 6 comma 1) e per il destinatario solo una volta generata la ricevuta di avvenuta consegna (comma 2 del sopradetto art. 6).
Nel caso di specie, continuano i Giudici, la notifica si è perfezionata per il notificante alle ore 23.47 del giorno 21 novembre 2016 (ultimo giorno utile per ricorrere) ma, come chiarisce l’art. 16-septies del d.l. n. 179/2012 applicando anche alle notifiche telematiche la disposizione dell’art. 147 c.p.c., quando la notifica telematica è eseguita dopo le ore 21, essa si considera perfezionata alle ore 7 del giorno successivo.
In relazione al caso in esame ed in linea con l’orientamento espresso anche dalla Cass. n. 30777/2017, la Corte afferma che la notifica deve considerarsi perfezionata in data 22 novembre 2016, e dunque quando il termine semestrale perentorio per la proposizione del ricorso era ormai scaduto. Per questo motivo viene confermata l’inammissibilità del ricorso.

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