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La polizia giudiziaria può trasmettere a mezzo PEC un verbale d’arresto al PM

Trasmissione del verbale d’arresto. Il GIP del Tribunale di Palermo non convalidava l’arresto in flagranza effettuato dalla polizia giudiziaria poiché il relativo verbale era stato trasmesso al PM oltre il termine previsto dall’art. 386, comma 3, c.p.p.. Avverso la decisione il Pubblico Ministero ricorre per cassazione affermando che il verbale risultava in realtà inviato a mezzo PEC entro i termini.

 

Tempestività dell’invio telematico. La Cassazione ritiene fondato il ricorso e afferma che il GIP, nel valutare la tempestività della trasmissione del verbale di arresto, ha tenuto conto solo del deposito dell’atto cartaceo effettuato presso la segreteria del PM (del 22 aprile) e non anche la trasmissione telematica dello stesso, avvenuta il giorno precedente e provata dalla ricevuta della Procura allegata alla comunicazione della notizia di reato.
Alla luce di ciò, emerge che il termine previsto dall’art. 386, comma 3, c.p.p. è stato rispettato e dunque la Corte annulla senza rinvio l’ordinanza impugnata.

 

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