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PCT: i dati relativi ai primi 6 anni di obbligatorietà

Sono stati diffusi, dal Ministero della Giustizia, i dati sul Processo Civile Telematico relativi al periodo compreso tra luglio 2014 e luglio 2020.

 

Dalla statistica risulta che, nei primi 6 anni di obbligatorietà del PCT sono stato depositati telematicamente 50.140.847 atti, di cui 2.340.552 ricorsi per decreto ingiuntivo, 8.897.156 atti introduttivi e di costituzione e 37.678.637 atti endo-procedimentali.

 

Da un’analisi dei pubblici elenchi emerge che al Registro Generale degli Indirizzi Elettronici sono iscritti 1.203.465 soggetti, di cui 257.273 avvocati attivi, che per il 96% sono in possesso di un indirizzo PEC.

 

Al Registro PEC delle Pubbliche Amministrazioni risultano iscritte 2.791 Pubbliche Amministrazioni, di cui 1877 sono in possesso di un indirizzo PEC.

 

I provvedimenti nativi digitali depositati dai magistrati, da luglio 2014 a luglio 2020, sono stati 30.178.442, così suddivisi: 1.785.314 sentenze, 16.164.387 decreti e ordinanze, 2.298.184 decreti ingiuntivi. 8.264.224 verbali di udienza e 1.666.333 atti rientranti nella tipologia altro (conteggiata solo dal 2019 in poi, nella quale rientrano i visti).

 

I Pagamenti effettuati attraverso il canale telematico sono stati 1.778.183 in sei anni, corrispondenti ad un incasso totale di € 286.596.534. Il picco è stato registrato nel 2019, con un incasso di € 72.679.908, mentre nel 2020 si è verificata una decrescita on un incasso di € 67.297.246.

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