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Quale sorte per l’indirizzo PEC della società cancellata dal registro delle imprese?

Società cancellata dal registro delle imprese. Una società propone ricorso in Cassazione contro la sentenza con cui la Corte d’Appello ha respinto il suo reclamo avverso la sentenza dichiarativa del fallimento. La ricorrente lamenta che, essendo già stata cancellata dal registro delle imprese, sia illegittima la notifica dell’istanza di fallimento e del decreto di convocazione effettuata a mezzo PEC (art. 15 l. fall.). Lamenta inoltre il ricorrente la disparità di trattamento rispetto alle norme e ai principi che governano le notifiche alle persone giuridiche.

 

Utilizzo della PEC per notificare. La Cassazione, ritenendo inammissibile il ricorso, ribadisce (Cass. n. 17946/2016 e Cass. n. 25701/2017) il principio secondo cui «in caso di società già cancellata dal registro delle imprese, il ricorso per la dichiarazione di fallimento può essere notificato, ai sensi dell'art. 15, c. 3, l. fall. (nel testo successivo alle modifiche apportate dall'art. 17 del d.l. n. 179 del 2012, conv. con modif. nella l. n. 221 del 2012), all'indirizzo di PEC della società cancellata in precedenza comunicato al registro delle imprese, ovvero, nel caso in cui non risulti possibile - per qualsiasi ragione - la notifica a mezzo PEC, direttamente presso la sua sede risultante dal registro delle imprese e, in ipotesi di ulteriore esito negativo, mediante deposito presso la casa comunale del luogo in cui la medesima aveva sede».

 

Sorte dell’indirizzo PEC. Inoltre, aggiungono i Giudici, l'obbligo dell'imprenditore collettivo di munirsi di un indirizzo di PEC e di tenerlo attivo durante la vita dell'impresa, non comporta che sia consentito poi disinteressarsi di tale indirizzo una volta che la società sia stata cancellata dal registro. Infatti, l’attivazione dell'indirizzo PEC è anche funzionale alla prospettiva del fallimento (art. 15 l. fall.), posto che la società cancellata è assoggettabile a fallimento nell'anno dalla cancellazione, se l'insolvenza si è manifestata anteriormente o entro l'anno successivo (art. 10 l. fall.).
Chiarito ciò, la Cassazione dichiara inammissibile il ricorso.

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