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Riconoscere messaggi PEC contenenti spam: le indicazioni del COA Torino

L’Ordine degli Avvocati di Torino ha segnalato che circolano dei messaggi PEC con allegati file contenenti virus che se aperto potrebbe causare danni la PC. Viene sottolineato che si tratta di messaggi che possono apparire genuini e provenienti da indirizzi certificati (senza anomalie e con valida firma) che comunicano notifiche di atti giudiziari da Tribunali o colleghi e che simulano la trasmissione di fatture elettronica.

L’avviso diffuso dall’Ordine torinese raccomanda agli Avvocati di prestare la massima attenzione nell’apertura degli allegati e spiega loro quali accorgimenti avere per individuare se si tratta di un messaggio PEC legittimo o infetto.

 

Nel dettaglio si consiglia:

PER LE PEC PROVENIENTI DAL TRIBUNALE

  • di controllare l’oggetto della PEC, che deve avere un numero di ruolo valido e una precisa sintassi quale “COMUNICAZIONE” a cui segue il numero di RG;
  • di controllare gli allegati prima di aprirli: le comunicazioni della cancelleria contengono sempre un file formato txt, un file “IndiceBusta” e “Comunicazione” in formato xml e un file con estensione “pdf.zip” contenente il provvedimento. Se si vede un solo file in formato zip senza altri è meglio diffidare dall’apertura;
  • di controllare il mittente del messaggio poiché l’indirizzo corretto del Tribunale rispetta la sintassi “tribunale.___________LUOGO___#civile.ptel.giustiziacert.it” e simili.

 

PER LE PEC PROVENIENTI DAI COLLEGHI

  • controllare la sintassi del messaggio: spesso le mail infette contengono errori di battitura;
  • controllare la tipologia degli allegati;
  • controllare l’indirizzo e la firma del mittente.

 

L’avviso, inoltre, offre un esempio concreto segnalando le differenze tra una PEC con virus e una PEC reale

 

Si segnala, inoltre, che il medesimo problema è stato segnalato anche dall’Ordine degli Avvocati di Napoli.

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