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Sul deposito di copia analogica della decisione impugnata predisposta in originale telematico priva di attestazione di conformità

Mancanza dell’attestazione di conformità. In un contenzioso vertente sul rinnovo del contratto di affitto di un immobile è stata preliminarmente rilevata l’improcedibilità del ricorso, risultando la sentenza impugnata priva di attestazione di conformità.

 

Ribadito il principio sancito dalla Sezioni Unite. A tal proposito la Cassazione ha ricordato la recente pronuncia delle Sezioni Unite (n. 8312/2019) secondo cui «il deposito di copia analogica della decisione impugnata predisposta in originale telematico priva di attestazione di conformità, non determina l’improcedibilità del ricorso laddove il controricorrente depositi a sua volta copia della decisione ritualmente autenticata, ovvero non disconosca la conformità della copia informale all’originale notificatogli».

Nel caso concreto i Giudici rilevano che la sentenza di appello è stata notificata alla ricorrente via PEC e i difensori della stessa hanno attestato (art. 9, commi 1-bis e 1-ter, l. n. 53/1994) la conformità della stampa analogica all’originale telematico ricevuto (art. 369, comma 2, c.p.c.). Pertanto è superato il preliminare rilievo di improcedibilità.

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