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Sull’attestazione di conformità della sentenza ma non anche del messaggio con il quale essa è notificata

Improcedibilità. Nel decidere su un ricorso avverso la sentenza con cui la Corte d’Appello di Roma aveva definitivamente rigettato la domanda di condanna di un avvocato per responsabilità professionale, la Corte di Cassazione ha stabilito che è improcedibile il ricorso se vi è attestazione di conformità della sentenza impugnata e notificata a mezzo PEC (anche se prodotta successivamente alla presentazione del ricorso in Cassazione) ma non anche del messaggio di posta elettronica con cui essa è stata notificata.

 

L'ordinanza n. 10563/2019. Nel dettaglio, con l’ordinanza n. 10563/2019, il Collegio sottolinea che, nonostante si sia ovviato all’originaria improcedibilità per carenza sulla copia analogica del ricorso notificato a mezzo PEC dell’attestazione di conformità all’originale informatico notificato alla controparte ottemperando tempestivamente alle formalità previste dalla sentenza n. 22438/2018 delle Sezioni Unite, sussiste «altra ed irrimediabile ragione di improcedibilità». Infatti, pur deducendo il ricorrente che altra parte processuale avesse già impugnato il provvedimento notificato a mezzo PEC, agli atti risulta solo una copia munita di attestazione di conformità con sottoscrizione autografa da parte di uno degli avvocati abilitati, e non anche quella notificata, posto che l’attestazione non si riferiva al messaggio PEC con il quale ha avuto luogo la notifica.
Rileva la Corte che risultano violati i requisiti sanciti dalla Cass. n. 17450/2017, che in modo espresso sono fatti salvi, per la copia notificata della sentenza, dalla Cass. Sez. Un. n. 22438/2018. Né tantomeno soccorre il principio di cui alla sentenza n. 17066/2013 che «esenta dalle formalità di deposito della copia notificata nel solo caso di intervallo tra pubblicazione della sentenza e notifica del ricorso inferiore al termine breve, visto che tale intervallo è, nella specie, maggiore». Allo stesso modo non può richiamarsi il principio affermato dalla sentenza delle Sezioni Unite n. 10648/2017 che esclude l’improcedibilità in caso di presenza aliunde o in altri atti della copia notificata.
Sulla base di tale premessa, la Corte dichiara improcedibile il ricorso ma visto il mutamento della giurisprudenza sul tema dell’improcedibilità e la persistente incertezza su alcuni profili, le spese vengono integralmente compensate ex art. 92 c.p.c..

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