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È valida la notifica consegnata nel domicilio del destinatario a persona di cui non viene precisata la qualità?

Non indicata la qualità del consegnatario. Il Tribunale di Trani accoglieva l’opposizione proposta dal ricorrente che lamentava che la notificazione del verbale di contestazione della violazione emesso dall’Amministrazione era stata effettuata servendosi del servizio postale, mediante consegna del plico nelle mani di persona di cui non era stata indicata la qualità ovvero il rapporto con i destinatari. La Corte d’Appello, invece, capovolge la decisione riconoscendo che l’Amministrazione aveva notificato il verbale mediante spedizione diretta, e non per mezzo dell’ufficiale giudiziario.
Dunque, il ricorrente propone ricorso in Cassazione, sostenendo che la mancata indicazione della qualità del consegnatario impedirebbe di ritenere operante la presunzione di cui all’art. 1335 c.c..

 

Valore della ricevuta di avvenuta consegna. La Suprema Corte esamina, in via preliminare, l’eccezione sollevata dal controricorrente, osservando come il ricorrente abbia depositato (in formato cartaceo con l’attestazione di conformità dei documenti informatici da cui sono tratti) il messaggio di trasmissione mediante PEC, i suoi allegati (che includevano anche il ricorso per cassazione) e le ricevute di accettazione e di avvenuta consegna previste dalla legge. I Giudici rilevano che tali adempimenti sono pienamente conformi agli orientamenti di legittimità sul tema, evidenziando che la ricevuta di avvenuta consegna (RAC) rilasciata dal gestore della PEC del destinatario «costituisce documento idoneo a dimostrare, fino a prova contraria, che il messaggio informatico è pervenuto nella casella di posta elettronica del destinatario». Non avendo il Ministero fornito tale prova, l’eccezione viene rigettata.

 

Non si determina la nullità. La Corte di Cassazione dichiara infondato il ricorso, rilevando che la notificazione effettuata dal ricorrente non dà luogo ad alcuna nullità qualora essa venga consegnata nel domicilio del destinatario e l’avviso di ricevimento venga sottoscritto dalla persona trovata in tal sede dall’ufficiale postale senza che venga resa evidente la sua qualità ovvero la sua relazione con il destinatario effettivo, superando la presunzione di conoscenza ex art. 1335 c.c. solo quando il destinatario dimostri di essere stato nell’impossibilità di prendere cognizione del plico senza sua colpa.
Avendo il Giudice applicato correttamente tali principi, il ricorso viene di conseguenza rigettato.

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