Bussola

Comunicazioni di cancelleria telematiche (PCT)

15 Febbraio 2016 |

Sommario

Inquadramento | L’evoluzione normativa | (Segue): il decreto legge n. 179/2012 | La disciplina transitoria | Le vigenti regole per comunicazioni e notificazioni di cancelleria |

 

Com’è noto, il Codice di procedura civile nel disciplinare le forme degli atti e dei provvedimenti del giudice e delle parti, stabilì una innovativa distinzione tra le comunicazioni (art. 136 c.p.c.) e le notificazioni (art. 137 c.p.c.). Nel disegno originario del legislatore codicistico, infatti, la comunicazione era vista come lo strumento da utilizzare in maniera generalizzata in seno al processo civile per portare a conoscenza delle parti le ordinanze, quando fossero state pronunciate dal giudice fuori dall’udienza, «salvo che la legge ne prescriva la notificazione» (art. 134 comma 2 c.p.c.), nonché il dispositivo delle sentenze (art. 133 comma 2 c.p.c.); la notificazione, invece, andava eseguita soltanto nei casi espressamente previsti dal Codice o dalle leggi speciali. La principale differenza tra notificazione e comunicazione, poi, poggiava sul contenuto dell’atto da portare a conoscenza del destinatario: mentre la notificazione prevede la trasmissione al destinatario di «copia conforme dell’atto da notificarsi» e, dunque, dell’atto processuale (del giudice o della parte) nella sua integralità, la comunicazione, secondo il testo originario del Codice, doveva avvenire attraverso il cd. “biglietto di cancelleria”, il cui contenuto, analiticamente disciplinato nell’origina...

Leggi dopo

Esplora i contenuti più recenti su questo argomento