Bussola

Consolle del Magistrato e dell’assistente (PCT)

12 Aprile 2016 |

Sommario

Inquadramento | La consolle del magistrato nel contesto della riorganizzazione degli uffici per mezzo dell'informatica giudiziaria | Principali utilità e criticità della consolle del magistrato | Redazione, deposito e gestione informatica dei provvedimenti | Gestione del ruolo, del singolo fascicolo, delle scadenze | Formazione di un data base di modelli di provvedimenti | Formazione di un archivio della giurisprudenza di merito | La consolle dell'assistente | La consolle del magistrato tra riorganizzazione del lavoro del giudice e ragionevole durata del processo |

 

La c.d. “consolle del magistrato” è un programma che utilizza una base dati locale ed attinge ai dati dei registri di cancelleria, custoditi ed aggiornati dai programmi SICID e SIECIC, trasferendoli, attraverso la periodica “estrazione”, dentro il personal computer del singolo giudice in relazione al proprio ruolo (o in quello del presidente di sezione, in relazione ai ruoli della sezione). L'accesso all'applicativo avviene per mezzo di una carta personale (smart card) dotata di microchip e protetta da un codice di identificazione personale. Attraverso la consolle, il giudice può, tra l'altro, gestire il proprio ruolo, consultare i fascicoli informatici, redigere provvedimenti, previa creazione di appositi modelli, e depositarli in via telematica, dopo averli digitalmente firmati. Il sistema consente di associare al magistrato operatore uno o più assistenti, tramite inserimento dei relativi dati e creazione di appositi profili, e di condividere con gli assistenti la visibilità dei fascicoli (o dell'intero ruolo) e degli appunti (c.d. “consolle dell'assistente”).

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