Bussola

Costituzione in giudizio telematica e sua non obbligatorietà (PTT)

Sommario

Inquadramento | Modalità telematiche nel processo tributario: obbligo o facoltà | La costituzione in giudizio: parte ricorrente, parte resistente, perfezionamento ed anomalie | Standard tecnici: il rapporto tra tipicità e libertà delle forme. Cenni alla giurisprudenza civile sul punto | Le prospettive de iure condendo |

 

Il processo telematico nasce, come noto, dall’esigenza di combinare le esigenze delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione con l’efficienza dell’organizzazione degli uffici giudiziari e le norme del processo. Trascorse le stagioni della “sperimentazione” nel processo civile prima e in quello tributario e amministrativo poi, il legislatore ha dato il via alla stagione del “doppio binario”, quando l’utilizzo della modalità telematica, pur avendo pieno valore legale, rappresenta ancora una facoltà. Il ricorrente che intende avvalersi del Processo Tributario Telematico per effettuare la scelta deve iniziare il proprio contenzioso notificando alla controparte il ricorso, o il reclamo/mediazione, utilizzando una casella di Posta Elettronica Certificata (PEC). In realtà detta affermazione, se è ormai superata per alcuni procedimenti giurisdizionali civili, rimane valida per quanto riguarda il processo tributario telematico (PTT), introdotto con d.l. 6 luglio 2011, n. 98 convertito dalla l. 15 luglio 2011, n. 111. Il PTT è divenuto operativo con la pubblicazione del regolamento del Ministro dell’economia e delle finanze del 23 dicembre 2013, n. 163, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 14 febbraio 2014, n. 37, contenente le modalità di utilizzo degli strumenti i...

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