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Deposito telematico (PCT)

Sommario

Inquadramento | Le fonti normative sul deposito telematico nel processo civile | Ambito di applicazione | Soggetti abilitati al deposito telematico | La disciplina del deposito telematico degli atti di parte | La tempestività del deposito telematico degli atti di parte | La disciplina del deposito telematico degli atti del giudice | Il codice di procedura civile e la normativa speciale sul deposito telematico |

 

Con la locuzione “deposito telematico” si intende esprimere, nel presente contesto, la trasmissione informatica di atti e documenti nel processo civile da parte di soggetti abilitati interni ed esterni, nel rispetto della normativa anche regolamentare in materia. La disciplina fondamentale si rinviene nel d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82, codice dell'amministrazione digitale, che, nel prevedere la trasmissione telematica di atti e documenti alle pubbliche amministrazioni nel rispetto della vigente normativa (art. 4, comma 2), ne sancisce la validità giuridica (soddisfa il requisito della forma scritta esonerando il mittente dal deposito del documento originale) se effettuata con mezzi che consentano di accertarne la fonte di provenienza (art. 45, comma 1). Per i casi che richiedono una ricevuta di invio ed una ricevuta di consegna, la trasmissione telematica avviene mediante posta elettronica certificata (PEC) ai sensi del d.P.R. 11 febbraio 2005, n. 68, equivalente, salvo diversa disposizione, alla notificazione per mezzo della posta, opponibile anche a terzi (art. 48). Sulla disciplina generale si innesta la normativa speciale prevista per il processo civile.  

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