Bussola

Giudizio dinanzi alla Corte Di Cassazione

Sommario

Inquadramento | Le ragioni di una differenza | Le coordinate normative | Le comunicazioni e notificazioni telematiche a cura della cancelleria | Le notifiche telematiche a cura degli avvocati | Il deposito telematico dei provvedimenti del giudice | Scenari evolutivi | Schema: comunicazioni e notifiche telematiche nei giudizi di Cassazione |

 

La fonti normative che disciplinano l’adozione nel processo civile delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, in attuazione dei principi previsti dal d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82, (in particolare: art. 4 d.l. 29 dicembre 2009, n. 193, conv. dalla l. 22 febbraio 2010, n. 24; regolamento di cui al d.m. 21 febbraio 2011 n. 44, e specifiche tecniche di cui decreto dirigenziale del 16 aprile 2014, pubbl. in G.U. 30 aprile 2014, n. 99, nel testo da ultimo modificato con provvedimento del 28 dicembre 2015, pubbl. in G.U. 7 gennaio 2016) non pongono alcuna distinzione per la Corte di cassazione. Tuttavia, rispetto a questo impianto fondamentale comune, nel momento in cui è stata impressa una decisa accelerazione alla diffusione del processo civile telematico (PCT) con il d.l. 18 ottobre 2012, n. 179, conv. dalla l. 17 dicembre 2012, n. 221, e successive modificazioni, in tema - fra l’altro - di obbligatorietà del deposito telematico degli atti processuali (art. 16-bis) e di articolata precettività delle comunicazioni e notificazioni telematiche (art. 16), si è preferito differenziare l’approccio al giudizio di legittimità, rimettendo a successivi decreti l’attuazione delle disposizioni che - sia pure con una ben definita modulazione temporale - hanno imposto l’avvento del...

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