Bussola

Informatica giuridica e processo telematico

Sommario

Inquadramento | Informatica giuridica: cenni | Il processo civile telematico all’interno dell’informatica giuridica | I vantaggi già raggiunti e i riflessi sul modo di lavorare degli operatori della giustizia | Vantaggi per il magistrato derivanti dal corretto uso del PCT e punti critici | Prospettive: l’informatica giuridica come ausilio al processo decisionale | Conclusioni |

Inquadramento

Il corretto inquadramento del processo civile telematico all'interno della disciplina generale dell'informatica giuridica consente di verificare, da un lato, quali vantaggi siano già effettivamente derivati dalla sua introduzione, quali siano ulteriormente ottenibili da un suo corretto utilizzo e quali siano ipotizzabili, in prospettiva, come ausilio al giudice nella fase decisionale; dall’altro, di riscontrare come sia cambiato il modo di lavorare di magistrati, avvocati, personale di cancelleria, in relazione agli adempimenti e alle prestazioni richieste dallo strumento informatico.

Informatica giuridica: cenni

L'informatica giuridica è quella disciplina che si occupa dell'applicazione dell'elaboratore elettronico al mondo del diritto. Al suo interno, tra le varie classificazioni, si è soliti distinguere tra informatica giuridica documentale, informatica giuridica giudiziaria ed informatica giuridica metadocumentale (le altre distinzioni non rilevano in questa sede).

 

L'informatica giuridica documentale si occupa del recupero, conservazione e classificazione di documenti a mezzo degli strumenti elettronici; non di tutti i documenti, ma solo di quelli che hanno precipuo interesse per il giurista, vale a dire le norme giuridiche, i provvedimenti giurisdizionali, gli elaborati dottrinali e tutte le pubblicazioni che presentino una certa rilevanza nel campo giuridico. Particolare rilievo hanno, in questo settore, le banche dati, intese come archivi elettronici contenenti dati normativi, giurisprudenziali e dottrinali (ne fanno parte le banche dati pubbliche quali la banca dati gestita dal Centro Elettronico di Documentazione della Suprema Corte di Cassazione, Normattiva, quelle gestite dalle istituzioni, quali Presidenza della Repubblica, Senato e Camera dei Deputati, Corte Costituzionale, Unione Europea, ecc., ovvero quelle private gestite dalle case editrici, o da altri soggetti).

 

L’informatica giuridica giudiziaria si occupa dell’informatizzazione delle procedure giudiziarie. Essa ha come scopo quello di consentire la gestione informatizzata di atti ed adempimenti che siano espressione di attività procedurali giudiziarie, nel campo civile, in quello penale ed in quello amministrativo. Particolare rilievo assumono in questo settore le banche dati fattuali (es.: i registri di cancelleria informatizzati; gli archivi del casellario giudiziario; il Registro Imprese delle Camere di Commercio; la banca dati del Pubblico Registro Automobilistico; la banca dati delle forze di polizia; le banche dati del sistema creditizio; ecc.); queste banche contengono dati fattuali riguardanti persone, società, beni, conti correnti, ecc., utili allo svolgimento dell’attività giudiziaria nei più diversi settori (civile o penale).

 

L’informatica giuridica metadocumentale, detta anche decisionale, ha come scopo quello di fornire risposte a problemi giuridici; sulla base delle cognizioni acquisite con la ricerca meramente documentale, essa tenta di riprodurre in modo automatico l’attività normalmente svolta dal giurista per offrire pareri, consulenze e decisioni, in altri termini, suggerire soluzioni a quesiti e non semplici documenti su quesiti. L’idea di Vittorio Frosini di usare il calcolatore come oroscopo giuridico automatico resta una chimera: l’attività di interpretazione delle norme giuridiche e di concreta spiegazione degli accadimenti della vita è quanto mai variabile e, per ciò stesso, imprevedibile, per cui l’opera intellettuale del giudice resta insostituibile. Tuttavia, l’informatica giuridica è già in grado di fornire un valido aiuto al giurista, anche nella attività di interpretazione e valutazione delle vicende giuridiche, attraverso i c.d. “sistemi esperti”, che noi tutti utilizziamo quotidianamente nella nostra attività di comprensione delle norme. I sistemi esperti sono dei programmi che, sfruttando il contenuto delle proprie banche dati, riproducono attività intellettuali proprie dell’uomo ed offrono all’operatore consigli e suggerimenti utili nell’attività in svolgimento. Tre esempi chiariranno il concetto.

 

1) Il più diffuso e semplice “sistema esperto” che noi utilizziamo è rappresentato dalla funzione di correzione ortografica e grammaticale di Word per Windows, così come di ogni altro importante programma di trattamento testi, in cui il sistema opera un controllo tra le parole digitate nel testo e quelle presenti nel proprio thesaurus, contenente migliaia di termini; in caso di non corrispondenza o comunque di dubbio, il sistema interroga l’utente, formulando una serie di scelte alternative.

 

2) Utilizzando le più moderne banche dati di giurisprudenza, digitando una parola come testo da ricercare, il sistema esperto, attraverso un menu a tendina, suggerisce una serie di opzioni che possono proficuamente guidare l’interprete nella sua ricerca (es. digitando la parola “prova”, il sistema suggerisce anche “messa alla prova, prova contraria, onere prova”, ecc.). Motori di ricerca particolarmente avanzati consentono di ampliare l’esplorazione a termini anche solo concettualmente legati alla ricerca digitata (ad esempio, da “terremoto” a “catastrofe”, da “raggi x” a “Rmn”, ecc.); o di accedere ad un elenco organizzato dei termini che più frequentemente sono stati utilizzati in AND (compresenza dei termini sullo stesso documento), in OR (presenza di almeno uno dei termini sullo stesso documento) o in SIN (ricerca per sintagmi: espressione di due parole contigue) con il termine inserito nella casella di testo; mettendo in tal modo a frutto il lavoro, le conoscenze giuridiche, l’esperienza e le intuizioni degli stessi utenti che in precedenza hanno utilizzato il sistema (si veda il Focus "I sistemi di gestione documentale della Corte Costituzionale").

 

3) Programmi ampiamente diffusi forniscono il calcolo del danno non patrimoniale (c.d. danno biologico), per il risarcimento dei danni alla persona, preventivi di pensione, calcolo di interessi, rivalutazione e devalutazione di somme di danaro, calcolo di assegni di mantenimento in sede di separazione, ecc.; in sostanza, questi sistemi esperti utilizzano gli elementi contenuti in banche dati e, seguendo le istruzioni inserite nel data base dal programmatore, riproducono il ragionamento applicativo che avrebbe seguito il giudice nella determinazione del calcolo ricercato.

Il processo civile telematico all’interno dell’informatica giuridica

Come si colloca l’introduzione del processo civile telematico (PCT) in Italia nel quadro della premessa introduttiva appena accennata? Quali vantaggi sono effettivamente scaturiti dalla sua introduzione per gli operatori del settore e gli stessi utenti del servizio giustizia? Quali gli spazi per migliorarne l’utilizzo? Quali le prospettive per uno sfruttamento più evoluto?

Sicuramente il PCT ben si può inquadrare nell'informatica giuridica documentale, in quanto attraverso lo stesso, con l’utilizzo di strumenti telematici, nei registri informatizzati di cancelleria sono recuperati, conservati e classificati atti di parte, atti amministrativi e provvedimenti giurisdizionali. L’insieme di detti atti e documenti costituisce una banca dati consultabile dagli aventi diritto attraverso l’uso di strumenti elettronici. Particolarmente interessante ed innovativa è la banca dati costituita dai provvedimenti giurisdizionali distrettuali, che può essere alimentata dai magistrati attraverso l’uso dell’applicativo “Consolle del Magistrato” (vedi Bussola relativa), con indubbi vantaggi per la conoscenza degli orientamenti giurisprudenziali di merito a livello distrettuale.

Ancora più apertamente il PCT è esplicazione della informatica giuridica giudiziaria, che si occupa dell’informatizzazione delle procedure giudiziarie. Attraverso il PCT, infatti, si realizza la gestione informatizzata di atti ed adempimenti che sono espressione di attività procedurali giudiziarie, mediante l’utilizzo di banche dati fattuali, i registri di cancelleria informatizzati. Non solo. Attraverso il PST (pst.giustizia.it, portale dei servizi telematici del Ministero della Giustizia) è possibile per gli utenti accedere alla consultazione di una serie di banche dati utili allo svolgimento dell’attività giudiziaria:

  • i registri degli uffici giudiziari di merito e della Corte di Cassazione;
  • il Registro Generale degli Indirizzi Elettronici;
  • il Registro delle Pubbliche Amministrazioni (PPAA);
  • il registro dei pagamenti telematici.

Il magistrato, attraverso l’utilizzo di Consolle, può consultare alcune interessanti banche dati fattuali:

  • attraverso la funzione ricerca fascicoli può consultare tutti i registri di cancelleria del proprio ufficio, indipendentemente dal ruolo del magistrato che sta utilizzando Consolle;
  • attraverso la funzione ricerca beni può consultare i registri fallimentare ed esecuzioni forzate, anche attraverso i filtri relativi al bene oggetto del procedimento di esecuzione (Comune, indirizzo, dati catastali);
  • attraverso la funzione ricerca CTU può selezionare, tra tutti i registri di cancelleria ed indipendentemente dalla funzione rivestita, i consulenti tecnici d’ufficio, scegliendoli tra i diversi ordini professionali ed in base alle diverse specializzazioni;
  • attraverso la stessa funzione è possibile conoscere il numero di incarichi affidati ad un determinato professionista, i tempi di svolgimento dell’incarico, i compensi liquidati;
  • attraverso la funzione ricerca delegati è possibile visualizzare l’elenco dei delegati nel registro delle esecuzioni, il numero e le caratteristiche degli incarichi.

Si è già detto della banca dati della giurisprudenza distrettuale, consultabile da parte di tutti i giudici del distretto e che contiene ordinanze, decreti, dispositivi e sentenze resi pubblici mediante la funzione di pubblicazione come evento di cancelleria.

L’introduzione del PCT non ha interessato, invece, in alcun modo, l’informatica metadocumentale, o decisionale o previsionale, quella che si occupa di fornire un ausilio al giudice al momento della decisione.

I vantaggi già raggiunti e i riflessi sul modo di lavorare degli operatori della giustizia

È un fatto ormai accertato che i maggiori e più evidenti risultati seguiti alla introduzione del PCT siano stati quelli in termini di risparmio di spesa per l’effettuazione delle comunicazioni e notificazioni di cancelleria agli studi legali (42 milioni di Euro risparmiati nel corso del solo anno 2013). Altro risultato raggiunto è stato quello di liberare energie lavorative, ormai estremamente ridotte, per effetto della creazione nelle cancellerie dei punti di front-office e back-office

 

Come è cambiato il modo di lavorare degli operatori della giustizia?

Avvocato

L’uso dello strumento telematico consente al difensore di diradare i suoi accessi fisici presso le cancellerie, potendo egli consultare direttamente i fascicoli dal proprio studio, effettuare dalla propria postazione depositi, comunicazioni e notificazioni senza accedere fisicamente agli uffici giudiziari. L’avvocato, tuttavia, è oggi costretto ad una attività di continuo riscontro del buon esito delle proprie attività informatiche, attraverso la verifica puntuale delle ricevute generate dai sistemi utilizzati. A causa delle non infrequenti criticità del sistema (interruzioni dei servizi, malfunzionamento del proprio provider, ecc.) , l’avvocato scrupoloso è costretto ad esercitare le attività difensive con congruo anticipo rispetto ai tempi di scadenza dei termini assegnati dalla legge, per non pregiudicare gli interessi del proprio assistito. E’ necessario che un moderno studio legale sia dotato:

- di hardware e software costantemente aggiornati ed efficienti;

- di programmi antivirus e di protezione che garantiscano il corretto funzionamento di macchine e programmi;

- di personale in grado di utilizzare detti mezzi e di un valido contratto di assistenza tecnica;

- di sottoscrizioni ad uno o più providers, in modo da garantire la continuità di collegamento alla rete.

Gli stessi avvocati, infine, non possono essere digiuni di nozioni di base di informatica, tanto sono queste ormai strettamente collegate alle questioni di diritto.

Cancelliere

È cambiato il modo di lavorare del personale di cancelleria, ormai impegnato quotidianamente al videoterminale, nella attività di verifica/accettazione/controllo degli atti depositati telematicamente e nella attività di soluzione dei problemi informatico/giuridici che ormai caratterizzano detta attività.

Magistrato

È mutato il modo di lavorare del magistrato. Il giudice, anche ove non intenda redigere i propri provvedimenti telematicamente (ricordiamo che – allo stato attuale - l’obbligo vige solo per il procedimento monitorio) è tenuto a verificare sul sistema informatico il contenuto del fascicolo processuale, stante l’obbligo per le parti di depositare telematicamente gli atti endoprocessuali a partire da una certa data in poi (30 giugno 2014 per il Tribunale, 30 giugno 2015 per la Corte di Appello); è tenuto a verificare il contenuto degli atti ed il rispetto dei termini di deposito, così come risultanti dal sistema informatico; è tenuto a stampare direttamente, ovvero a chiedere la stampa in cancelleria degli atti che intenda consultare su supporto cartaceo (vedi Circolare del Ministero della Giustizia 23 ottobre 2015, punto n.4). 

Vantaggi per il magistrato derivanti dal corretto uso del PCT e punti critici

L’uso dell’applicativo adottato dal Ministero, la Consolle del magistrato, consente al giudice una serie di utili impieghi.  

 

A) I vantaggi

A mo’ di esempio:

- la possibilità di consultare il proprio ruolo in maniera ordinata e schematizzata, avendo chiaro il quadro delle cause più remote, delle attività in svolgimento, delle scadenze processuali;

- la possibilità di creare cartelle tematiche, di attività e di studio;

- la possibilità di condividere in visione fascicoli con altri colleghi;

- la possibilità di prendere appunti sui singoli fascicoli, come promemoria per futuri provvedimenti;

- la possibilità di organizzare in maniera ordinata le udienze, le attività programmate, il proprio calendario a breve, media e lunga scadenza, gli appuntamenti;

- la possibilità di eseguire ricerche complesse sul proprio ruolo, per nomi delle parti, per difensori, per oggetto delle cause (a fini conoscitivi, per la riunione o la semplice trattazione congiunta di controversie omogenee);

- la possibilità di consultare adeguatamente gli albi dei consulenti e di tenere sotto controllo il numero degli incarichi conferiti, il rispetto dei tempi di espletamento degli stessi ed i compensi liquidati;

- la possibilità di aggiornare costantemente il contenuto del fascicolo informatico, conoscendo nei dettagli i tempi di deposito degli atti, al fine della verifica del rispetto dei termini di legge;

- la possibilità di redigere i provvedimenti fruendo dell’ausilio del redattore, grazie al quale è possibile ottenere il riempimento automatico di alcune parti dei provvedimenti, sulla base di dati già esistenti nella banca dati (n. R.G., ufficio, collegio, parti, difensori, ecc.) e di inserire parti motivazionali ripetitive (c.d. punti di motivazione), ecc. (altre funzionalità sono proprie del ruolo dei giudici fallimentari e delle esecuzioni: lotti e beni, libretti, delegati).

Per tutti, vale il vantaggio di potere lavorare e depositare provvedimenti direttamente da luoghi diversi dall’ufficio, di potere trarre statistiche sul lavoro svolto e sui flussi degli affari, di potere consultare la banca dati di giurisprudenza distrettuale. Per il Presidente di Sezione, la possibilità di controllare adeguatamente il lavoro dei propri magistrati, il rispetto dei termini di deposito, l’equa distribuzione dei carichi di lavoro.

 

B) Gli aspetti critici

Gli aspetti critici del sistema sono legati per il giudice (così come per l’avvocato) ad una serie di adempimenti richiesti per il corretto funzionamento del sistema e per la soluzione di problematiche tecniche spesso del tutto estranee rispetto alla sua formazione di base. Così l’attività di deposito degli atti richiede l’apposizione della firma digitale, l’invio in controfirma (se collegiale), la restituzione e l’invio in deposito, la verifica della accettazione da parte della cancelleria, l’eventuale rifiuto della accettazione, il recupero dell’atto rifiutato, ecc.; atti non tutti semplici ed intuitivi e che possono portare via tempo ed energie. La redazione dei decreti ingiuntivi ha comportato un aggravio del tempo necessario, sia per la compilazione, sia, soprattutto, per la consultazione dei documenti prodotti. L’aggiornamento del fascicolo informatico e degli atti in esso contenuti richiede una postazione pienamente efficiente ed allineata con i sistemi di cancelleria informatizzati, nonché aggiornata con l’ultima versione di Consolle (sicché occorre portare periodicamente il PC portatile in ufficio per aggiornare il sistema operativo, tramite collegamento alla rete Intranet). La gestione dell’udienza civile telematica, (vedi Bussola "Udienza PCT")  già possibile solo con un numero estremamente ridotto di cause fissate, richiede la soluzione di problemi logistici e di gestione delle apparecchiature che non rientrano certamente tra i compiti del giudice e che non si sa ancora a quale figura professionale debbano fare carico. I provvedimenti seriali (“visto agli atti”) caratteristici di alcune funzioni (esecuzioni, fallimentare) risultano appesantiti dall’uso del telematico. Ecc.

Dulcis in fundo: su tutti gli interpreti delle norme (giudici, avvocati, ma anche personale di cancelleria) gravano ora una serie di quesiti ed interrogativi, prima inesistenti, che riguardano la regolarità formale degli atti processuali e la loro validità, in relazione alle particolari modalità di deposito ed al rispetto delle norme di legge e regolamentari, nonché alla conformità alle specifiche tecniche dettate per il settore.

Prospettive: l’informatica giuridica come ausilio al processo decisionale

Come innanzi anticipato, l’introduzione del PCT non ha riguardato l’aspetto dell’informatica giuridica che va sotto il nome di “informatica metadocumentale”, o decisionale, quella che si occupa di fornire al giudice (ma all’interprete, in generale) un ausilio nella decisione delle questioni controverse. Anzi, paradossalmente, l’avere velocizzato ed accelerato i passaggi procedurali intermedi propri della vicenda contenziosa (attraverso il più immediato compimento degli adempimenti di cancelleria e delle attività delle parti) ha fatto emergere ancora di più (ove mai ve ne fosse bisogno) come il vero punto critico di tutto l’iter processuale vada individuato nella delicata fase della decisione della causa, consistente nella lettura degli atti, nella loro comprensione, nell’approfondimento giurisprudenziale e dottrinale, nella meditazione necessaria ad assumere la determinazione finale, nella stesura del provvedimento. Il vero collo di bottiglia della giustizia civile, in sostanza, è il momento del passaggio della causa in decisione.

L’argomento è particolarmente delicato, perché, come accennato innanzi, nessuna macchina, per quanto evoluta e ben programmata, potrà mai sostituire il giudice nella difficile opera di interpretazione dei fatti e delle norme da applicare.

Tuttavia, ove si abbia l’accortezza di inquadrare esattamente il compito della macchina in quello destinato a sollevare il giudice da azioni ripetitive e routinarie, necessarie nel suo compito di giudicare, l’operazione potrebbe risultare meno imprudente di quanto si possa temere.

Forse i tempi sono già maturi per cominciare a pensare ad un applicativo interattivo che faciliti la redazione degli atti, che consenta il controllo automatico dell'attualità delle citazioni normative e giurisprudenziali, sia per gli avvocati che per i giudici, soprattutto in un periodo in cui le fonti normative di carattere nazionale devono confrontarsi quotidianamente con disposizioni di carattere sovranazionale e la stessa giurisprudenza, persino di legittimità, deve essere armonizzata con le pronunce della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) e della Corte europea del Diritti dell’Uomo (CEDU).

Conclusioni

L’idea che l’introduzione del processo civile telematico sia in grado di accelerare i tempi della giustizia è errata. A fronte di un consistente risparmio di spesa per le comunicazioni e notificazioni di cancelleria, l’introduzione del PCT ha comportato un radicale cambiamento nel modo di lavorare di tutti gli operatori del diritto: magistrati, avvocati, personale di cancelleria. Ciascuno di essi deve oggi fare i conti con una richiesta di attitudini ed abilità non preventivate e per le quali non è previsto un adeguato piano formativo e di assistenza. L’introduzione del telematico, mentre ha comportato indubbiamente dei vantaggi in termini di maggiore speditezza di veicolazione degli atti, ha comportato il nascere di una serie di problemi legati alla regolarità formale degli stessi ed alla corretta esecuzione delle procedure tecniche richieste, le cui conseguenze, in termini di mancata osservanza, sono tutte da studiare e risolvere e si sono aggiunte al già ponderoso carico di questioni da risolvere da parte dell’interprete. Poiché non sono stati incentivati gli aspetti della informatica metadocumentale, il collo di bottiglia costituito dal momento conclusivo del contenzioso, la decisione della causa, risulta ancora più evidente ed ingolfato, tanta è la richiesta di giustizia pendente su ciascun giudice.

In prospettiva, sarebbe auspicabile lo studio e l'introduzione di sistemi esperti finalizzati a facilitare le attività ripetitive e routinarie del magistrato nella fase decisoria, collegando il redattore alle banche dati per il controllo:

  • della giurisprudenza a carattere distrettuale;
  • dell'attualità e della vigenza dei dati normativi;
  • degli orientamenti più recenti e consolidati della Suprema Corte;
  • della loro sintonia con le pronunce delle corti sovranazionali.

Ciò porterebbe un indubbio vantaggio nell'attività del giudice ed esalterebbe il valore della prevedibilità delle decisioni, nell'interesse degli utenti del servizio giustizia. 

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