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Duplicato informatico e copia informatica della sentenza: requisiti di validità per la notifica

In una recente vertenza sorta in materia di opposizione a decreto ingiuntivo, la Suprema Corte di Cassazione ha avuto modo di mettere in chiaro la differenza fra due atti digitali: il duplicato informatico e la copia informatica della sentenza.

 

Con un unico motivo i ricorrenti adivano i Supremi Giudici ricorrendo contro una sentenza che in secondo grado dichiarava inammissibile, in quanto tardivo, l'appello proposto avverso la sentenza del Tribunale con cui veniva respinta l'opposizione a ingiunzione. Ha costituito motivo di appello la supposta nullità della notifica; la copia dell'atto notificato non recava né la firma digitale né quella autografa del giudice. La Corte ritenne correttamente compiuta la notifica in quanto la firma sul duplicato informatico della sentenza di primo grado, seppur non materialmente visibile, esisteva e poteva essere verificata tramite gli appositi programmi di verifica della firma elettronica.

 

Giunti innanzi la Suprema Corte, i ricorrenti sostenevano che la sentenza notificata, ancorché autenticata dall'avvocato, non doveva considerarsi provvedimento giurisdizionale in quanto priva della sottoscrizione sia digitale che autografa del giudice; l'atto avrebbe dovuto pertanto considerarsi inesistente e inidoneo a far decorrere il termine breve per l'impugnazione.

 

Gli Ermellini, nel dichiarare infondato il ricorso, hanno con chiarezza messo in luce la confusione dei ricorrenti circa l'istituto del duplicato informatico della sentenza sottoscritta telematicamente e quello della copia informatica della stessa.

 

I requisiti che secondo i ricorrenti mancherebbero (la sottoscrizione del giudice) costituiscono requisito della copia informatica di un documento, la quale presenta sul bordo destro delle pagine la stringa alfanumerica, la coccarda e l'indicazione del giudice firmatario, segni peraltro apposti dai programmi in uso nelle cancellerie e che non costituiscono da sé la firma digitalmente apposta (Cass. Civ. n. 11306/2021). Al contrario, il duplicato informatico è quel documento ottenuto mediante memorizzazione della medesima sequenza di valori binari del documento originario e la sua corrispondenza al documento originario non emerge (come invece nelle copie informatiche) dall'uso di segni grafici. La firma digitale è una sottoscrizione elettronica il cui segno è invisibile sull'atto analogico, ma ricavabile attraverso l'uso di programmi che consentono di verificarla.

 

Secondo la Cassazione quindi, il duplicato informatico della sentenza di primo grado (che non reca graficamente alcuna firma, benché la stessa sia apposta e verificabile tramite appositi programmi) è stato ritenuto correttamente notificato ai ricorrenti con conseguente piena validità della notifica e rigetto del ricorso.

 (Fonte: dirittoegiustizia.it) 

 

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