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Formula esecutiva digitale: la previsione del D.l. Ristori si applica nel processo amministrativo?

Il Presidente di Sezione del Consiglio di Stato risponde alle questioni sollevate con nota del 29 gennaio 2021 dal Presidente del T.a.r. Campania, ritenedole di interesse generale

 

In particolare, il Presidente del T.a.r. campano aveva riferito che il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati (COA) di Napoli, così come la Sezione A.I.G.A. di Napoli, avevano sollecitato l’applicabilità, nel processo amministrativo, della previsione di cui all’art. 23 comma 9 –bis del d.l. n. 137/2020 (conv. in l. n. 176/2020), inerente il rilascio di copie esecutive di provvedimenti giurisdizionali in forma di documento informatico. La tesi era fondata sul tenore letterale dell’ art. 39 c.p.a., il quale opera un c.d. rinvio esterno alle disposizioni del codice di procedura civile «per quanto non espressamente previsto dal codice del processo amministrativo».

A tale sollecitazione, il Presidente del T.a.r. campano aveva fornito risposta negativa.

 

Il Presidente del Consiglio di Stato aderisce alla tesi del Presidente del T.a.r., ritenendone condivisibili le argomentazioni. 

Non può operare difatti il rinvio esterno ex art. 39 c.p.a. stante l’esistenza di una disposizione specifica, quale l’art. 136 comma 2-ter c.p.a. recante “Disposizioni sulle comunicazioni e sui depositi informatici”.

La citata disposizione - nel prevedere la possibilità per i difensori di estrarre dal fascicolo informatico, in generale, copia degli atti e dei provvedimenti ivi contenuti (che, munita della debita attestazione di conformità, equivale all’originale e alla copia conforme del provvedimento), con conseguente esonero dal versamento dei diritti di copia - espressamente esclude “il rilascio della copia autentica della formula esecutiva ai sensi dell’art. 475 c.p.c. di competenza esclusiva delle segreterie degli uffici giudiziari”.Essa, quindi, rende inoperante l’art. 39 c.p.a. secondo cui le disposizioni del codice di procedura civile si applicano “per quanto non disciplinato dal presente codice”.

 

In conclusione, l’art. 23 comma 9-bis del d.l. n. 137/2020 (conv. in l. n. 176/2020) non può, almeno allo stato, trovare applicazione nel processo amministrativo. La vigenza dell’art. 136 comma 2-ter c.p.a. preclude invero in radice l’operatività del rinvio esterno ex art. 39 c.p.a. alla suindicata disposizione.

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