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OCF e riforma del processo civile: criticità e proposte

L'OCF ha precisato che «è una riforma che l'Avvocatura non ha chiesto, ma che ha provato a condividere e modificare, portando all'attenzione del Governo le mozioni approvate nei diversi Congressi forensi: qualche proposta è stata recepita, non tutte purtroppo, e alcune norme contestate sono state confermate e peggiorate». In particolare, «l'anticipazione dell'entrata in vigore della riforma del rito civile, disposta dall'art. 1, comma 380 della legge di bilancio per il 2023 e la contestuale approvazione dell'art. 8 del c.d. decreto milleproroghe (d.l. 29 dicembre 2022, n. 198) entrato in vigore il 30 dicembre 2022 dedicato ai termini in materia di giustizia, con il quale numerose disposizioni già oggetto del decreto milleproroghe 2021 (in gran parte previsioni adottate nel periodo pandemico) sono state ulteriormente prorogate per il 2023, hanno acuito le problematiche e criticità già segnalate, creandone ulteriori».

 

Il documento predisposto dall'OCF vuole contribuire alle modifiche con cui il mondo della giustizia dovrà trovare a confrontarsi, ripercorrendo la traccia del d.lgs. n. 149/2022 e i diversi commi dell'art. 3 con cui sono previsti diversi interventi in tema di:

  • modifica la competenza del giudice di pace
  • ulteriori ipotesi di responsabilità processuale
  • generale principio di chiarezza e sinteticità degli atti
  • udienza mediante collegamenti audiovisivi e delle udienze cartolari
  • obbligo di eseguire la notificazione esclusivamente a mezzo della PEC
  • processo di cognizione di primo grado, con l'introduzione del cd “procedimento semplificato di cognizione”
  • riforma del giudizio di appello
  • riforma «per l'ennesima volta» del giudizio di cassazione, riducendo sempre più la possibilità di adire la S.C. e la partecipazione all'udienza pubblica, introducendo una nuova ipotesi di revocazione e rinvio pregiudiziale da parte dei giudici di merito
  • problematiche del deposito telematico.

 

In occasione dell'incontro con i rappresentati del Ministero e del DGSIAN, l'OCF ha inoltre chiesto di realizzare «al più presto un'unica piattaforma per i depositi telematici uguale per tutte le procedure giudiziali, che preveda una upload fornita gratuitamente dal Ministero, che consenta il caricamento diretto degli atti e dei documenti, con attività differenti a seconda del tipo di processo (civile, penale, amministrativo e tributario) ma con identico e semplificato lay-out dei comandi, che consenta agli Avvocati di effettuare tali attività in modo agevole e ricevendo immediatamente il riscontro da parte della Cancelleria con attestazione del rispetto dei termini processuali: richiesta contenuta in numerose mozioni del recente Congresso Forense di Lecce (mozioni nn. 1, 7, 22, 35, 70 e 157), approvate con il 93 % dei voti dei delegati. È stata altresì richiesta la limitazione delle ipotesi di sospensione e interruzione del sistema per manutenzione ed aggiornamento, intervenute con eccessiva continuità, per tempi sempre più lunghi e senza preavviso».

 

(Fonte: Diritto e Giustizia)

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