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Ricezione della PEC da parte del sistema informatico e tempestività del ricorso

27 Dicembre 2021 |

Cass. pen.,

PEC

Il Tribunale di Napoli dichiarava inammissibile la richiesta di riesame presentata dall'amministratore di una società avverso l'ordinanza di sequestro preventivo del GIP.

Il sequestro era stato notificato ai legittimati all'impugnazione il giorno 10 giugno 2021, il termine ultimo per l'impugnazione scadeva quindi il 20 giugno, differito ex art. 172, comma 3, c.p.p., al giorno successivo. Nel pomeriggio del 21 giugno veniva proposto riesame a mezzo PEC dai difensori del terzo proprietario, ma il 28 giugno la cancelleria notificava l'ordinanza di inammissibilità del riesame in quanto la richiesta risultava essere stata depositata il 22, quindi oltre i termini. Infatti, per prassi della cancelleria, in tema di PEC, «le istanze pervenute in orario pomeridiano sono considerate pervenute il giorno successivo a quello di arrivo».

 

Ricorre in Cassazione l'amministratore, secondo cui la prassi della cancelleria non è conforme alla legge, che prevede esattamente i termini dell'impugnazione (Corte Cost. n. 75/2019). Secondo il ricorrente, infatti, l'inammissibilità dell'impugnazione non può dipendere da una prassi della cancelleria.

La Suprema Corte accoglie il ricorso e annulla l'ordinanza impugnata. Chiarisce che «la PEC è stata inviata e ricevuta il 21 giugno 2021, nel termine di dieci giorni per l'impugnazione. È in questa data che deve ritenersi presentata l'impugnazione […]». La ratio della disposizione, infatti, è quella di considerare pervenuto l'atto di impugnazione nel giorno del deposito, che per la posta certificata equivale alla data di ricezione della stessa dal sistema ricevente. «L'attestazione di cancelleria per la data diversa (il giorno successivo) è da considerarsi errata».

Nel caso di specie, quindi, il Tribunale del riesame avrebbe dovuto controllare le ricevute di attestazione delle ricezioni delle PEC.

 

(Fonte: Diritto e Giustizia)

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